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Smart Working: Perché è un Valore Aggiunto per l’Azienda

Negli ultimi anni il concetto di smart working è passato da modalità emergenziale, introdotta durante la pandemia, a elemento strutturale del mercato del lavoro moderno. Non è semplicemente un modo per lavorare da casa: è un modello organizzativo che può aumentare la produttività, migliorare il benessere dei dipendenti, ampliare l’accesso al talento e ridurre i costi aziendali.

Secondo dati recenti dell’Osservatorio Smart Working della School of Management del Politecnico di Milano, lo smart working si è consolidato nelle grandi imprese italiane, dove sfrutta un modello ibrido e maturo con policy definite e alternanza tra presenza e lavoro agile. In queste realtà oltre il 50% dei lavoratori alterna con successo giornate in sede a giornate da remoto, permettendo alle aziende di mantenere coesione organizzativa e flessibilità quotidiana.

I vantaggi concreti dello smart working per le aziende

1. Migliora produttività e performance organizzativa

Una delle principali obiezioni contro il lavoro agile era che potesse ridurre la produttività. Tuttavia diversi studi e indagini mostrano un quadro opposto: molte aziende che adottano modelli di smart working non hanno registrato una diminuzione della produttività, e in alcuni casi hanno visto un incremento significativo.

Ad esempio, un’indagine di Bospar con Reputation Leaders ha evidenziato che il 61% dei lavoratori si dichiara più produttivo da remoto rispetto al lavoro tradizionale, mentre solo una piccola minoranza riporta una diminuzione delle performance lavorative. (ForbesNew Research Suggests Remote Jobs Are Best For Company’s Bottom Line)

Studi internazionali indicano inoltre che lavorare in modalità ibrida può ridurre stress e burnout, migliorando la salute e il benessere dei dipendenti e, di conseguenza, la loro capacità di tenuta e concentrazione sul lavoro. (The GuardianHybrid working makes employees happier, healthier and more productive, study shows)

2. Migliora work–life balance e benessere dei dipendenti

Il work–life balance è emerso come uno dei principali driver di soddisfazione dei lavoratori. Ridurre o eliminare i tempi di spostamento quotidiani, permettere una maggiore autonomia nella gestione del proprio tempo e conciliare vita professionale e privata non è solo un «benefit»: è un elemento che crea maggiore motivazione, minor turnover e un clima aziendale più positivo.

Molti professionisti oggi richiedono esplicitamente la flessibilità nelle offerte di lavoro, e chi non la offre rischia di perdere candidati top nel recruiting. Questo nuovo orientamento è particolarmente evidente nei processi di ricerca talenti di medio–alto livello, dove gli head hunter e le società di executive search notano che la presenza di politiche di smart working aumenta considerevolmente l’attrattività dell’offerta.

3. Aumenta l’accesso al talento e la diversità

Lo smart working abbatte le barriere geografiche: un’azienda non è più limitata ai residenti nella provincia o città dove ha la sede. Questo significa:

  • – accesso a talenti in mercati diversi;
  • – opportunità di inserire profili senior o specialistici anche in aree dove la domanda è alta;
  • – maggiori possibilità di attrarre figure con competenze rare.

In un contesto globale dove competere significa trovare chi può davvero fare la differenza, questa apertura è un vantaggio competitivo chiaro. Le ricerche di executive search che integrano criteri di capacità adattiva, autonomia e pensiero critico – non solo esperienza sul CV – vedono nello smart working un fattore abilitante per trovare e inserire profili che prima sarebbero stati sfavoriti dalla logica di presenza fisica. (Pros Marketplace – Unlocking the Advantages of Remote Work for Companies: A Strategic Guide)

Smart Working e responsabilità organizzativa

Detto questo, lo smart working non è un “ritorno al passato” senza regole. Per generare valore aggiunto deve essere accompagnato da strumenti concreti di gestione, monitoraggio e sviluppo delle competenze. Senza policy chiare e cultura aziendale evoluta, può facilmente sfociare in isolamento, perdita di senso di appartenenza o disallineamento nei team. (Avvenire – Tra opportunità fiscali e aumento della produttività)

Trevisearch: come supportiamo le aziende nei modelli di Smart Working

Trevisearch collabora con le organizzazioni proprio in questa fase di transizione evolutiva del lavoro, offrendo servizi in linea con le nuove esigenze di performance, cultura e sviluppo delle persone.

Executive Search e Recruiting che guardano oltre il CV

Il nostro approccio valuta non solo le competenze tecniche, ma la capacità di adattamento e gestione autonoma del lavoro, qualità essenziali per contesti di smart working efficaci. I processi di recruiting che proponiamo includono:

  • – valutazioni comportamentali avanzate;
  • – interviste strutturate per misurare autogestione, resilienza e proattività;
  • – shortlist diversificate che guardano al potenziale di crescita in modelli agili.

Questo significa trovare manager e specialisti in grado di guidare team ibridi e di alta performance.

Assessment e coaching: strumenti per consolidare il lavoro agile

Lo smart working richiede competenze di gestione autonoma del tempo, capacità di lavorare per obiettivi, leadership distribuita e consapevolezza digitale. Trevisearch supporta le aziende con:

  • – Assessment per identificare punti di forza e aree di sviluppo legate all’autonomia e alla gestione in contesti ibridi;
  • – Coaching individuale e di team per potenziare la capacità di comunicare efficacemente a distanza e costruire team coesi;
  • – Leadership services per formare manager capaci di facilitare il lavoro agile e mantenere un engagement elevato.

Questi strumenti aiutano a trasformare lo smart working da semplice opzione a leva organizzativa strategica.

Sostenere il cambiamento organizzativo

Trevisearch affianca le aziende anche nella definizione di politiche di lavoro agile, allineando esigenze aziendali, strumenti di controllo dei risultati e cultura interna. I nostri servizi includono:

  • – audit organizzativi per misurare readiness digitale e cultura smart;
  • – supporto nella definizione di policy di flessibilità;
  • – progetti di change management per accompagnare team e manager nel nuovo modo di lavorare.

Conclusione

Lo smart working è oggi molto più di una modalità temporanea: è una opportunità strategica per le aziende che vogliono migliorare produttività, attrarre e trattenere talenti, e rafforzare la loro competitività. Se ben implementato, diventa una leva di crescita sostenibile e di innovazione.

Per candidati e aziende che cercano di interpretare con successo questa trasformazione, Trevisearch offre competenze specialistiche, processi su misura e strumenti concreti per valorizzare il capitale umano nel nuovo mondo del lavoro.