Per molti anni parlare di donne al potere è sembrato soprattutto un tema di equità sociale. Oggi, invece, è sempre più evidente che la presenza femminile nei Consigli di Amministrazione rappresenta anche un vantaggio competitivo per le imprese.
Le aziende che costruiscono board più diversificati prendono decisioni migliori, gestiscono i rischi con maggiore efficacia e sviluppano una leadership più sostenibile. Non si tratta più soltanto di rispettare quote o normative: si tratta di creare valore.
In questo scenario, il ruolo dell’executive search è diventato fondamentale per individuare i leader capaci di guidare le organizzazioni del futuro.
Donne al potere: i numeri stanno migliorando, ma la strada è ancora lunga
Negli ultimi anni la presenza femminile nei board è cresciuta in quasi tutti i mercati internazionali, grazie a una maggiore attenzione da parte delle imprese e all’introduzione di normative dedicate.
Secondo il report Women on Boards 2025 di AltoPartners, basato sui dati del Deloitte Women in the Boardroom Report, le donne occupano oggi circa il 23,3% dei posti nei Consigli di Amministrazione a livello mondiale. Un dato in costante crescita, ma ancora lontano da una rappresentanza realmente equilibrata.
Anche il più recente studio Women on Boards and Beyond 2025 di MSCI evidenzia un progresso continuo: nel 2025 le donne rappresentano il 28,3% dei componenti dei board delle principali società quotate a livello globale, mentre quasi una società su due ha raggiunto almeno il 30% di presenza femminile. Tuttavia, la crescita sta rallentando e permane un forte squilibrio nei ruoli di maggiore responsabilità, come CEO e Presidenti del Consiglio di Amministrazione.
Diversità nei board: non è una questione di quote
Uno degli errori più frequenti è pensare che aumentare la presenza delle donne al potere significhi semplicemente rispettare percentuali prestabilite.
La realtà racconta qualcosa di molto diverso.
L’OCSE sottolinea come i board maggiormente diversificati migliorino la qualità della governance, riducano il rischio di “groupthink” e favoriscano processi decisionali più completi grazie alla pluralità di esperienze e punti di vista.
Anche AltoPartners evidenzia come le aziende che hanno investito seriamente nella diversità abbiano registrato benefici non soltanto in termini di reputazione, ma anche di risultati economici, innovazione e capacità di attrarre talenti.
In altre parole, la diversità non è un costo.
È una leva di crescita.
Perché le donne sono ancora poco rappresentate nei board?
Le competenze non sono il problema.
Secondo il recente studio dell’IMD Business School, il vero ostacolo non è la mancanza di candidate qualificate, ma il modo in cui vengono costruiti i processi di selezione.
Tra le principali criticità emergono:
- – processi di nomina poco trasparenti;
- – reti professionali ancora fortemente maschili;
- – scarsa apertura verso profili differenti;
- – percorsi di carriera che penalizzano maggiormente le donne nei momenti di maggiore responsabilità familiare.
Lo studio conclude che il problema riguarda soprattutto la domanda di leadership, non l’offerta di talento femminile.
Executive Search: trovare i leader migliori, non i profili più prevedibili
È proprio qui che entra in gioco il valore di un moderno processo di executive search.
Un buon consulente non cerca semplicemente persone che abbiano già ricoperto un determinato ruolo.
Cerca persone capaci di creare valore.
Le competenze tecniche sono importanti, ma non bastano.
Leadership, capacità decisionale, pensiero strategico, adattabilità e visione sono qualità che possono emergere anche in percorsi professionali non convenzionali.
Per questo motivo il moderno head hunter non limita la ricerca ai candidati “più ovvi”, ma amplia il bacino di selezione individuando talenti provenienti da contesti differenti, aumentando la presenza di donne al potere, alzando gli standard qualitativi.
Il valore della leadership femminile
Il report internazionale di AltoPartners raccoglie le testimonianze di professionisti provenienti da oltre dieci Paesi e arriva a una conclusione condivisa: le organizzazioni più innovative sono quelle che costruiscono leadership complementari, non leadership uniformi.
Le donne portano frequentemente nei board competenze sempre più richieste dal mercato:
- – capacità di ascolto;
- – visione collaborativa;
- – gestione della complessità;
- – attenzione agli stakeholder;
- – leadership inclusiva.
Naturalmente non si tratta di caratteristiche esclusivamente femminili.
Ma ampliare la diversità aumenta la probabilità di costruire team decisionali più completi ed efficaci.
Come Trevisearch aiuta le aziende a costruire board migliori
In Trevisearch la selezione dei leader non parte dal curriculum. Parte dall’impatto.
Attraverso metodologie avanzate di executive search, aiutiamo le imprese a identificare professionisti capaci di generare risultati concreti, valorizzando competenze, potenziale e capacità di leadership.
Il nostro obiettivo non è semplicemente trovare candidati.
È costruire organizzazioni migliori.
Donne al potere: la vera sfida è scegliere il talento
La presenza femminile nei Consigli di Amministrazione continuerà a crescere.
La domanda non è più se accadrà.
La domanda è come.
Le aziende che sapranno costruire processi di selezione realmente meritocratici saranno quelle che attireranno i migliori leader, indipendentemente dal genere.
Perché il futuro della governance non appartiene agli uomini o alle donne.
Appartiene alle persone capaci di creare valore.
Ed è proprio questo il principio che guida ogni progetto di Trevisearch: trovare chi può fare davvero la differenza.